Leggendo questo post della mia socia, mi è venuto in mente Agostino.
Agostino era il mio papero.
Anni fa, quando ancora ero un'ingenua pischella di circa 15 anni, andai ad una fiera nella bergamasca. Come in ogni fiera che si rispetti, c'erano giostre e bancarelle.
In una di queste bancarelle, tirando le palline e facendo centro nel vasetto rotondo, si poteva vincere una paperetta.
La Carota, da buona amante degli animali, decise che avrebbe vinto la sua papera... Armata di 10.000 Lire, si recò dalla signora delle papere (che detto così può sembrare un pò osceno, ma va beh) e le disse: "Signora delle Papere, posso provare?" La Signora delle Papere, chiaramente, le disse: "Ceeeeeerto!".
Sganciate le mie 10.000 Lire e munita di palline, tentai la fortuna.
Inutile dire che il risultato non poteva essere peggiore, manco se la Carota fosse stata cieca e senza mani...
La Signora delle Papere, vedendo la tristezza negli occhi della Carota, ma soprattutto vedendo il capannello di masculi che si era avvicinato al suo banchetto per via della minigonna della Carota, che quando si sporgeva per lanciare, lasciava scoperte pure le tonsille, ed avendo anche contato che sta povera pischella minchiona aveva appena sborsato 10.000 Lire, mossa a compassione disse: "Vieni pischella, la papera te la do lo stesso" (che anche questo, a dirlo così, è fraintendibile, ma sorvoliamo).
La Carota non poteva credere alle sue orecchie... Con un sorriso da orecchio a orecchio, guardò nella scatola delle papere e disse: Voglio quella.
La Signora delle Papere consegnò alla Carota un batuffolo cotonato giallo, che la Carotà, dopo aver deciso arbitrariamente trattarsi di masculo, ribattezzò Agostino.
Giunti a Carotaville, Agostino fu sistemato in un capiente scatolone munito di ogni comfort, giornali sui quali scagazzare liberamente, ciotolina d'acqua x bere, nella quale il pirla ci si infilava tutto, pezzetto di lana per fare la nanna al caldo... Uno scatolone 5 stelle lusso insomma.
La vita casalinga piaceva ad Agostino. Un pò meno piaceva Agostino al Tavolino Peloso, che vedeva nel pennuto giallo un pericoloso rivale nel dominio della famiglia.
Ci sono abbondanti documentazioni fotografiche di un tavolino peloso intento a fissare con odio all'interno dello scatolone, di un pennuto che per mettere in chiaro le cose le becca i naso e del tavolino, che per vendicarsi, piglia la testa del pennuto in bocca, guardandoti come per dire: "Ti peeego, pofffo stri'gere i 'enti? E piccolo, on 'offe!"
A quel punto qualcuno interveniva sempre dicendo: "Tavolino! Molla il Papero" e il papero veniva rilasciato con un'acconciatura ingellata con bava di cane, che manco Jean Louis David!
Ma anche Agostino non era da meno, giusto il tempo di imparare ad uscire dal suo scatolone comfort lusso e sfrecciava per casa, cercando il Tavolino. Appena la trovava, generalmente dormiente, correva a tirarle i peli della pancia e poi scappava. Il bastardo.
Dopo qualche mese, effettivamente, la presenza di Agostino stava diventando un tantinello ingombrante e abbiamo deciso di affidarlo alle cure della nonna di mia zia, che aveva l'orto ed un pollaio...
Un giorno mi dicono, Agostino è diventato bello grande, perchè non vieni a vederlo?
Io contentissima, vado e ammiro il mio papero che è diventato un gran figo, tutto bianco con il becco arancione.
Poco dopo, la tragica notizia... E qui sfido qualunque persona ad architettare una storia + triste...
Carota, il tuo papero, fin da giovane, ha vissuto con le galline... Per questo si era convinto di essere della stessa specie... Quindi ha tentato, in preda alle più basse pulsioni maschili, di trombarsi un paio di gallinelle, solo che il gallo, non contento che le sue mogli venissero trombate dal primo maschio che passava, gli ha tirato una beccata sul collo e l'ha ucciso...
Disperazione...
Poi, dopo qualche anno, la triste verità...
Agostino non era stato ucciso dal gallo per un delitto passionale... Era diventato un pranzo di Natale...